Si sentiva come un morto, animato solo dalla consuetudine di una volontà indefessa.
John Williams, “Stoner”

Si sentiva come un morto, animato solo dalla consuetudine di una volontà indefessa.

John Williams, “Stoner”

Non siamo un circolo di quelli dei bei quartieri della Capitale che vengono in questi giorni ripetutamente intervistati sulla delusione del militante. Qui la TV o la stampa non vengono mai, e siccome siamo tutti pendolari l’occupazione del circolo non ce la possiamo permettere.
Ma in una finestrella di qualche decina di secondi, con le linee telefoniche ancora giù, sono riuscito a scrivere su twitter una frase del tipo “mamma sto bene”, e mia mamma l’ha letta su facebook e mi ha detto che ha fatto una foto allo schermo e adesso, la foto, dice che la conserverà per sempre.
Anni dopo gli capitò di pensare che durante quel primo, lungo incontro con lei, in quell’ora e mezza di una fredda sera di dicembre, Edith gli aveva parlato di sé più di quanto avesse mai fatto in seguito. Quando si congedarono, sentì che erano estranei in un modo per lui impensabile, e capì di essersi innamorato.
John Williams, “Stoner”

Anni dopo gli capitò di pensare che durante quel primo, lungo incontro con lei, in quell’ora e mezza di una fredda sera di dicembre, Edith gli aveva parlato di sé più di quanto avesse mai fatto in seguito. Quando si congedarono, sentì che erano estranei in un modo per lui impensabile, e capì di essersi innamorato.

John Williams, “Stoner”

In fondo ho studiato, mi sono costruito una specializzazione e delle competenze, ho avuto dei riconoscimenti professionali, c’è gente che mi stima e altri che mi vogliono bene; e nella nostra società si finge generalmente che queste cose siano più gratificanti del proprio nome scandito a gran voce dai supporter della Ternana.
«Già. Beh non ci faccia caso, sa, i giorni non sono mica tutti uguali, e oggi è una giornata rovescia, una di quelle che non ne va dritta una. C’è delle volte che uno gli va via perfino la volontà di lavorare». Ha taciuto a lungo, poi ha ripreso: «Eh sì, c’è dei giorni che tutto va per traverso; e si ha un bel dire che uno non ci ha colpa, che il disegno è imbrogliato, che uno è stanco e che per giunta tira un vento del diavolo: tutte verità, ma quel magone che uno si sente qui, quello non glielo toglie nessuno. E allora uno si domanda magari fino delle domande che hanno nessun senso, come per esempio che cosa ci stiamo nel mondo a fare, e se uno ci pensa su non si può mica rispondere che stiamo al mondo per montare tralicci, dico bene? Insomma, quando lei tribola dodici giorni, ci mette tutti i sette sentimenti e tutte le malizie, suda, gela e cristona, e poi gli vengono dei sospetti, e cominciano a rosicare, e lei controlla, e il lavoro è fuori quadro, e quasi non ci crede perché non ci vuole credere, ma poi ricontrolla e poco da fare tutte le quote sono imballate, allora, caro lei, come la mettiamo? Allora per forza che uno cambia mentalità, e comincia a pensare che non c’è niente che valga la pena, e gli piacerebbe fare un altro lavoro, e insieme pensa che tutti i lavori sono uguali, e che anche il mondo è fuori quadro, anche se adesso andiamo sulla luna, e è sempre stato fuori quadro, e non lo raddrizza nessuno, e si figuri se lo raddrizza un montatore. Eh già, uno pensa così. … Ma mi dica un po’, capita anche a voialtri?»
— Primo Levi, “La chiave a stella”
Uno se la prende con chi da mesi soffia irresponsabilmente sul fuoco della protesta, un altro con chi da mesi irresponsabilmente lo ignora. In Italia i fatti hanno una speciale equanimità: confermano sempre i pregiudizi di tutti.
Io invece probabilmente resto nella bad company a far scena, avete presente il classico rivoluzionario a vent’anni trombone a quaranta, ecco, collimo perfettamente. Mai pensato di meritare di meglio.
minimae:

Up. (presso via di monserrato)

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Up. (presso via di monserrato)

Rebloggato da minimae*
Poi magari — ma sarebbe una sciagura, non voglio nemmeno pensarci — pensate se tanti incompetenti si mettessero in contatto tra loro e formassero un gruppo, una rete, e su quella rete potessero trovare supporto a qualunque argomento sballato scaturito dalla propria incompetenza, e quella rete diventasse sempre più grande, e magari tutti questi incompetenti riuniti finissero per convincersi e sostenersi a vicenda, rafforzandosi nella convinzione che chi non la pensa come loro è in malafede, è corrotto, è al soldo di qualche oscuro potere, e che le evidenze contrarie sono fabbricate, manipolate da misteriosi gruppi di interesse. Magari, ma dico così, per assurdo, potrebbero persino arrivare a pensare di essere in grado di governare una nazione.